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Come Stoccarda ha riunito Moby, Joss Stone e Gregory Porter a Modena: la prima volta del Jazz Open in Italia
Dal 13 al 18 luglio il festival di Stoccarda debutta a Modena. Sul palco l'unica data di Moby, la techno dei MEUTE, Joss Stone, Luca Carboni, Gregory Porter, Diana Krall e Jamie Cullum. Scopri il programma completo di Jazz Open a Modena.
Nato nel 1994 a Stoccarda, per oltre più di trent'anni, ha unito i mostri sacri del jazz mondiale alle leggende del pop, del rock e dell'elettronica (portando sul palco artisti del calibro di Pat Metheny, Lenny Kravitz e i Kraftwerk). Questa di Modena del 2026 è in assoluto la prima espansione ufficiale dello storico Jazz Open fuori dai confini tedeschi.
L’apertura del 13 luglio è affidata all’eleganza di Diana Krall e alla profondità vocale di Gregory Porter, un doppio set che illumina la cornice di Piazza Roma. Il giorno successivo, dopo ben 15 anni di assenza, è il turno del leggendario Moby, per un’unica data italiana, preceduto dal support di Art School Girlfriend. Il 15 luglio le atmosfere si elettrificano con la piazza che diventa un'enorme pista da ballo all'aperto grazie all'electro-swing di Parov Stelar e alla potenza della marching band tedesca MEUTE, una ciurma che sprigiona techno in carne e ottone capace di tradurre le sequenze ipnotiche di Detroit esclusivamente attraverso lo sforzo polmonare, la pressione dell'aria e la percussione fisica.
La seconda metà della settimana accelera sui contrasti stilistici netti. Il 16 luglio unisce la femminilità viscerale di Joss Stone alle incursioni pop-jazz di Jamie Cullen, preparando il terreno all'anomalia più interessante dell'intero festival: il set di Luca Carboni venerdì 17 luglio. L'inclusione del cantautore bolognese – anticipato dall'energia stradale dei londinesi Tankus – rappresenta una precisa dichiarazione d'intenti della direzione artistica, che lo sceglie come Genius Loci per storicizzare il pop intimista e cinematico della Via Emilia all'interno di una cornice internazionale. La chiusura di sabato 18 luglio spetta a Jean-Michel Jarre, pronto a incendiare il centro storico a colpi di synth d’annata e proiezioni monumentali.
Fuori dalla piazza principale, i Giardini Ducali Estensi accolgono le sottofrequenze del festival con gli Open Stages a ingresso libero e gratuito, dedicati interamente alle derive più scure e contaminate dell'art-pop e dell'elettronica DIY. Il 16 luglio i droni e le tessiture colte del sassofono di Laura Agnusdei aprono la strada a un vivace fine settimana, animato dai beat dilatati e i campionamenti urbani di Godblesscomputers il 17 luglio, per poi culminare sabato 18 luglio con il suono apolide e l'afro-jazz cinematografico dei C'mon Tigre, una chiusura perfetta per un festival che fa della contaminazione globale il suo unico manifesto.
"Be Jazz, Be Open".
La grandezza di un festival si misura dalla sua capacità di far coesistere mondi apparentemente inconciliabili.
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