Pink Floyd a Milano: il mistero dei manifesti di Animals 50


Immagine editoriale

Photo Credit: © The Pink Floyd Exhibition: Their Mortal Remains, Victoria and Albert Museum, London


Tre parole sui muri di Milano, tra le pensiline dei tram e il Castello Sforzesco: Oink, Woof, Baaa. Fondo nero, lettere bianche, nessun logo. Enigmatici quanto basta da spingere i passanti a fermarsi, fotografare e interrogare la rete. Gli stessi manifesti sono apparsi contemporaneamente a Londra e Berlino. Sembra la guerrilla marketing dell'ultimo brand di moda minimalista. In realtà è l’annuncio di Animals 50, la riedizione monumentale dello storico album del 1977 in arrivo il 22 gennaio 2027.



Nel 1977, i Pink Floyd si chiusero nello studio di Britannia Row per registrare un’opera del tutto nuova, spogliata delle consuete architetture sonore celestiali e influenzata dalla rabbia immediata del punk nascente. Roger Waters concepì un bestiario ispirato a George Orwell, che ne La Fattoria degli Animali divideva l'umanità in tre categorie: i cani rampanti e aggressivi, i cinici maiali che gestiscono il potere e le pecore, gregge manipolato che segue la corrente. 

Questa fauna descrive la tendenza perenne dell'individuo a rinunciare alla propria complessità pur di sopravvivere alle strutture sociali. È una dinamica tristemente attuale che oggi si ritrova specchiata nella corsa frenetica al successo individuale a scapito degli altri, nel conformismo acritico con cui subiamo slogan politici sempre uguali e nella ricerca di una rassicurante omologazione di gruppo di fronte all'incertezza economica. Oggi, tra l'arroganza di chi controlla l'informazione e la polarizzazione rabbiosa burattinata dai flussi degli algoritmi, le strutture delle nostre esistenze finiscono per ricalcare esattamente lo stesso vecchio bestiario.



La storia di quel disco d'altronde è nata nel caos e nel mito, legata a doppio filo a un aneddoto che ha del surreale. L’iconica copertina mostra la Battersea Power Station di Londra, un'imponente centrale elettrica a carbone che sputava fumo minaccioso. Per Waters era il monolite perfetto: un tempio industriale fallico che rappresentava l'inquinamento tanto ambientale, quanto morale di una società capitalista focalizzata sulla produzione a ogni costo. Per realizzare il key visual, la band fece volare tra le ciminiere un maiale gonfiabile di dodici metri, Algie, sorvegliato da un tiratore scelto della polizia. Il secondo giorno, per una distrazione, il maiale si staccò dagli ormeggi e volò verso l'aeroporto di Heathrow. Senza cecchino a terra, la Royal Air Force dovette far decollare i caccia e dirottare i voli di linea. Niente di tutto questo era pianificato, eppure quell'incidente d'alta quota divenne battesimo eloquente per la nuova stagione di musica militante dei Pink Floyd.


Copertina album – Sony Music

Il cofanetto deluxe racchiude tre LP, cinque CD e un Blu-ray con i remix in Dolby Atmos. Al di là del valore collezionistico, il pezzo forte dell'edizione è un concerto registrato illegalmente da un fan diciannovenne alla Oakland Coliseum Arena nel ‘77, insieme a cinque tracce d'archivio che includono la composizione inedita di Roger Waters Young Nicholas Jon e la rarissima Sheep (Original Radio Edit), una versione promozionale d'epoca mai pubblicata commercialmente prima d'ora. 

Paradossale quanto brillante: la chiave di volta di questa campagna, che nasce per promuovere della musica, sta nel suo silenzio. Usare i codici della street art per scardinare la cartellonistica commerciale è un gesto politico che sposta il baricentro dal marketing alla riflessione, sostituendo l'impulso all'acquisto con lo spazio dell'immaginazione. Rinunciare al proprio nome, lasciando che sia la collettività a decifrare il significato, significa inoltre credere che la comunità sappia ancora leggere i segni sui muri e uscire dal proprio torpore. Un enigma analogico, calato nel mezzo di un presente sempre più smaterializzato e distratto, che dimostra che i Pink Floyd sono da sempre molto più di una band, pionieri nel tradurre in partitura le nostre strutture di sottomissione.


Immagine editoriale Pink Floyd

Pink Floyd's 1977 Animals tour making its way through Paris


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