Debussy secondo Castellucci: 'Pelléas et Mélisande' trasforma il Teatro alla Scala nel metafisico regno di Allemond
Credits: Monika Rittershaus
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Perché seguirlo
“Un’epifania visiva che scardina i codici dell’opera tradizionale per farsi anti-melodramma della sottrazione, trascinandoci in un altrove di musica e metafisica”.
L’opera di Claude Debussy, ispirata al dramma di Maurice Maeterlinck, rivive al Teatro alla Scala sotto lo sguardo di Romeo Castellucci. Nel regno leggendario di Allemond, la storia di un amore proibito e predestinato segna il tanto atteso debutto operistico in Italia del fondatore della Socìetas, tra i massimi esponenti dell'avanguardia mondiale.
Castellucci firma regia, scene, costumi e luci, trasfigurando il capolavoro simbolista in un’esperienza onirica e totale. Qui, la narrazione lineare cede il passo a una dimensione immersiva che rinuncia alla didascalia per esplorare l'abisso dell'incomunicabilità: i personaggi si sfiorano senza mai trovarsi, sospesi in un’atmosfera rarefatta che trasforma il palco in un "museo della vita umana" popolato di simboli stranianti e visioni notturne.
Smantellato ogni significato univoco, resta solo una forza energetica che assale i sensi, rispondendo al richiamo ancestrale dell’opera.
Come seguirlo:
I biglietti sono andati a ruba. Se non riuscirete a essere in sala, la rappresentazione del 30 aprile 2026 sarà trasmessa in diretta mondiale streaming sulla piattaforma LaScalaTv.
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